La Via Scale di Ragusa Ibla

Due chiese e due santi che si esprimono in due fazioni: “Sangiovannari" e “Sangiorgiari”. Una città, ora unita e ora scissa da lotte campanilistiche, complotti religiosi, divergenze ideologiche e interessi economici. Un quartiere, quello che si snoda lungo la Via Scale, a cui tocca la sorte di una “fisarmonica”: accentrare a sé la vita politica e sociale della Ragusa unitaria e diventare, invece, periferia e zona di confine delle due Raguse divise. Di questa e di altre vicende vi racconteremo attraverso i nomi che abbiamo scelto per le nostre camere. A ogni numero corrisponde un gradino, a ogni gradino un luogo da narrare per condurvi, tra realtà e immaginazione, in un avvincente viaggio alla scoperta dei ricordi custoditi nei cassetti della nostra memoria storica.

Archi, Cancelleria, Dogana, Santa Maria delle Scale, Via Maestra

2017
giugno 14

0 – Archi

0 – Archi

Il nostro viaggio inizia da Piazza della Repubblica, un tempo chiamata Piazza dei Comizi perché centro nevralgico della vita politica della città. Fermatevi qui. Chiudete gli occhi e con un salto in un passato ormai lontano immaginate questo luogo sormontato da tanti “Archi" a sorreggere l’antico acquedotto che fu distrutto dal sisma del 1693. Indenne rimase, invece, la Chiesa delle Santissime Anime del Purgatorio, costruita nel 1658, che con la ripida scalinata e la  scenografica facciata a tre portali domina la piazza slanciandosi verso il cielo.

giugno 14

71 – Cancelleria

71 – Cancelleria

Iniziando a salire le “Scale” che un tempo erano l’unico collegamento tra Ragusa Superiore e Ragusa Ibla, all’improvviso si apre una piazzetta. Siamo al gradino 71 dove sorge la Vecchia Cancelleria. Il palazzo barocco, ultimato nel 1760, ha conosciuto come l’intera area periodi di splendore seguiti da anni di lenta decadenza. Qui prima del Regio decreto del 1865, che dividerà la città di Ragusa in due Municipi distinti e separati fino al 1926,  si trovava il Comune e tutti gli uffici più importanti. Nei dintorni avevano sede notai, legali, scrivani, botteghe, farmacie e persino l’ospedale. Questo  quartiere ha avuto uno sviluppo “a fisarmonica” come se ne fosse stato il mantice: era il centro della città destinato a diventare periferia di entrambe le due Raguse man mano che si allargavano le maglie dell’espansione dei due centri abitati.

giugno 14

140 – Dogana

140 – Dogana

“L’Italia è una, Ragusa è due”. E se la città si scinde in due entità autonome bisogna segnarne il confine. Qui, al gradino 140, era presumibilmente posta la cinta daziaria di separazione che sorgeva a monte della Cancelleria. La divisione delle due Raguse, sancita dopo l’Unità d’Italia, ha origini ben più lontane che si erano nutrite delle lotte campanilistiche tra i “Sangiorgiari”, che dopo il terremoto del 1693 per ragioni ideologiche volevano riedificare la città così com’era, e i “Sangiovannari”, che per ragioni economiche preferivano ricostruire i nuovi edifici in contrada Patro facendo nascere il nucleo di Ragusa Superiore. Dal 17 aprile 1695 al 27 marzo del 1703 Ragusa Nuova e Ragusa Vecchia furono due Comuni a sé stanti. Dopo la riunificazione tuttavia i vecchi rancori non si sopirono e ognuna delle due fazioni iniziò a compiere un ulteriore abbellimento delle due chiese di San Giorgio e San Giovanni, generando, seppur dal livore, i due capolavori dell’arte ragusana che oggi conosciamo.

giugno 13

199 – Santa Maria delle Scale

199 – Santa Maria delle Scale

Al gradino 199 avrete accesso alla Chiesa di Santa Maria delle Scale che sorge in uno dei punti più panoramici e interessanti del colle che guarda verso Ibla. Iniziata nel periodo normanno, riedificata in forme gotiche nel XIV secolo sotto il dominio dei Chiaramonte e ricostruita dopo il sisma del 1693 nell’attuale forma barocca, è uno dei luoghi di culto più antichi di Ragusa in cui confluisce una commistione di stili architettonici che la rendono unica nel suo genere e le conferiscono l’aura di un fascino senza tempo.

giugno 12

290 – Via Maestra

290 – Via Maestra

Siamo alla fine del nostro percorso. Dall’ultimo gradino inizia Via XXIV Maggio, un tempo chiamata “Via Maestra” o “Strada Maestra” perché era l’arteria principale della città e conduceva alla Cattedrale di San Giovanni che si erge maestosa sulla spianata “Patro”, dove fu costruita, dopo il terremoto del 1693, con il suo grande sagrato pensile, la lunga balaustrata e il giardino attiguo. Per arrivare qui, risalendo il Corso Italia, vi imbatterete nelle storiche costruzioni signorili barocche tra cui Palazzo Bertini con i suoi “tre potenti”, i tre mascheroni che si trovano nell’arco di volta delle finestre. Essi rappresentano non solo l’elevata bravura raggiunta dagli scalpellini locali ma anche tre personaggi, il povero, il nobile e il mercante, che simboleggiano due diverse forme di potenza: quella di chi non avendo nulla non può essere privato di niente e quella di chi, invece, ha tutto e tutto può grazie al suo denaro o ai suoi privilegi.

Un viaggio nell'incanto del sud-est siciliano

Intervallo si trova a Ragusa Ibla, in un affascinante angolo di mondo tra il Barocco, i Monti Iblei e il Mar Mediterraneo.
Bellissimo di giorno, pieno di charme la notte, il centro storico vi ammalierà con scorci inaspettati che si aprono tra vicoli, viuzze, palazzi, chiese e scale. Dal 2002 Ragusa è stata inserita nella lista Unesco con ben 18 siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità. Da qui potrete raggiungere altre due perle barocche del Val di Noto, Modica, che dista solo 13 km, e Scicli a 24 km.
Tra i luoghi di interesse da non perdere durante la vostra vacanza, a 20 km troverete il Castello di Donnafugata, splendida residenza nobiliare immersa tra i carrubbi dell'altopiano ibleo e circondata da un immenso giardino, e a 30 km il Parco Archeologico di Kamarina, sito che conserva la testimonianza della dominazione greca sull'isola.
Se vi piace il mare vi consigliamo di raggiungere la spiaggia di Marina di Ragusa, che si trova a 25 km e su cui sventola anche quest'anno la Bandiera Blu. Da qui potrete muovervi lungo la costa iblea per visitare: Punta Secca, Torre di Mezzo e la Riserva Naturale di Randello, da un lato, e Donnalucata, Cava D'Aliga e Sampieri dall'altro. Se, invece, desiderate andare alla scoperta dei Colli Iblei e delle tradizioni dei comuni montani della provincia potrete visitare, tra sagre, fiere e feste patronali, Chiaramonte Gulfi, Monterosso Almo e Giarratana, situati tutti nell'arco di 28 km.
L'aeroporto più vicino è il "Pio La Torre" di Comiso a circa 25 km. Facilmente raggiungibile da Ragusa, in auto o con i mezzi pubblici, è anche l'Aeroporto Internazionale di Catania "Fontanarossa”.